Ortodonzia
L’Ortodonzia si occupa di individuare e correggere difetti di occlusione e disallineamenti dentali che, oltre a rappresentare un problema estetico, possono generare difetti di masticazione e rendere parzialmente inefficace le azioni di igiene dentale impedendo la rimozione della placca sull’intera superficie.
Denti e ossa nella posizione corretta consentono di raggiungere un equilibrio ottimale tra efficienza della masticazione, salute dentale, estetica del sorriso e benessere complessivo del paziente a tutte le età.
Una visita specialistica consente di definire un piano di trattamento ortodontico che propone, a seconda delle necessità e caratteristiche peculiari del paziente, un apparecchio mobile, fisso o la soluzione più innovativa dell’Invisalign.
Fino a pochi anni orsono, il materiale più frequentemente utilizzato per le otturazioni dei premolari e dei molari era costituito dall’Amalgama d’Argento.
Da qualche anno, tale materiale è stato sostituito dalle resine composite, che permettono oltre che una migliore estetica, anche l’esecuzione di cavità più conservative (cioè meno destruenti nei confronti del dente trattato).
Implantologia
Quando si deve sostituire uno o più denti mancanti, l’implantologia è un’ottima soluzione. E’ però una metodica che richiede alcune attenzioni.
Una valutazione della salute del paziente è la prima delle preoccupazioni: malattie diabetiche, osteoporosi, infezioni sistemiche devono essere opportunamente diagnosticate, compensate o curate. Anche la condizione di salute della zona dove si vuole inserire l’impianto deve essere ben valutata. Eventuali infezioni ai denti vicini o alle gengive devono essere curate ed eliminate. Infatti, quando la gengiva si ammala si può formare una sorta di tasca tra il dente e la gengiva stessa, la cosiddetta malattia parodontale. Uno spazio ricavato dentro l’osso che accoglie la radice del dente e che ora contiene batteri e pus. Un impianto inserito accanto a una tasca può infettarsi e fallire a causa dell’infezione non curata.
E’ necessario poi valutare la quantità e il tipo di osso presente nella zona che deve accogliere l’impianto. Si devono usare vari tipi di strumenti diagnostici: i più frequenti sono la radiografia locale, la radiografia panoramica la Cone Bean . Queste ci danno delle preziose informazioni sulla quantità di osso a disposizione e sulla vicinanza di strutture anatomiche delicate che sarebbe pericoloso danneggiare.
Vediamone alcune: il nervo mandibolare, il nervo che porta la sensibilità al labbro inferiore, i seni mascellari, le cavità di lato al naso che se infiammate causano la sinusite, le radici dei denti adiacenti che se danneggiate possono determinare la loro devitalizzazione. Altre analisi sempre molto utilizzate sono la teleradiografia, che mette in rapporto i denti di sopra con quelli di sotto, la TAC – cioè la tomografia assiale computerizzata che identifica i volumi con massima precisione, la MOC – la mineralometria ossea computerizzata, ossia la misura della densità dell’osso.
Anche la chiusura della bocca, la cosiddetta occlusione, deve essere ben valutata. L’inserimento di nuovi denti modifica la situazione esistente con effetti migliorativi o peggiorativi che il dentista di fiducia deve ben valutare per evitare sorprese. Infatti, il tipo di chiusura può determinare tanti problemi come il bruxismo, cioè il continuo digrignamento notturno o il serramento – lo stare con la bocca tesa e serrata anche a riposo. Ma può dare problemi anche in zone lontane, quali dolori al collo, alla schiena o mal di testa.
A questo punto si può inserire l’impianto utilizzando la tecnica più idonea al tipo e alla quantità di osso presente, e alle condizioni di salute locali e generali. Sono molte le possibilità. Vediamone alcune: impianto inserito in modo che subito affiori in superficie (tecnica non sommersa) o lasciato a riposare sotto la gengiva (tecnica sommersa). Inserimento dell’impianto nel momento dell’estrazione del dente (tecnica post estrattiva) o successivamente. Con la realizzazione di una protesi inserita sopra l’impianto immediatamente (carico immediato) o successivamente (carico posticipato). Inoltre si può valutare l’uso di laser chirurgici per migliorare la sterilità della zona da operare (chirurgia laser-assistita).
Chirurgia Orale
La Chirurgia orale è la specializzazione medica che si occupa della risoluzione di patologie del cavo orale che necessitano di un intervento chirurgico di complessità variabile. Obiettivo della chirurgia orale è rispristinare l’equilibrio orale intervenendo sia da un punto di vista funzionale sia estetico. Tra i principali interventi di chirurgia orale: l’estrazione dentale di elementi dentari come denti del giudizio, inclusi o parzialmente inclusi; l’apicectomia; il rialzo del seno mascellare. Rientrano nell’ambito della chirurgia orale anche gli interventi di implantologia.
Conservativa
La Conservativa si occupa della cura e ricostruzione dei denti danneggiati da carie o traumi, mirando, con tecniche innovative e non invasive e materiali di alta qualità, a conservare struttura e forma originaria degli elementi da trattare.
Protesi Parziale Removibile
La protesi parziale rimovibile è una protesi sostitutiva, in quanto ripristina un certo numero di elementi dentali mancanti. È anche semifisiologica, in quanto la propria stabilità e ritenzione, è dovuta sia ad ancoraggi in metallo (ganci, appoggi ecc.) adattati ai denti residui dell’arcata, sia ad una base in resina o in metallo che occupa gli spazi lasciati liberi nell’arcata dai denti perduti. Questa base funge anche da supporto per gli elementi artifciali.
I carichi masticatori vengono in questo modo distribuiti sull’osso alveolare in parte tramite le radici, in parte tramite la mucosa. Questi tipi di protesi presentano la caratteristica di poter essere rimosse anche dal paziente, che può così osservare tutte le norme igieniche e controllare lo stato dei tessuti sottostanti.
Endodonzia
L’Ortodonzia si occupa di individuare e correggere difetti di occlusione e disallineamenti dentali che, oltre a rappresentare un problema estetico, possono generare difetti di masticazione e rendere parzialmente inefficace le azioni di igiene dentale impedendo la rimozione della placca sull’intera superficie.
Denti e ossa nella posizione corretta consentono di raggiungere un equilibrio ottimale tra efficienza della masticazione, salute dentale, estetica del sorriso e benessere complessivo del paziente a tutte le età.
Una visita specialistica consente di definire un piano di trattamento ortodontico che propone, a seconda delle necessità e caratteristiche peculiari del paziente, un apparecchio mobile, fisso o la soluzione più innovativa dell’Invisalign.
Igiene Orale
Prendersi cura quotidianamente della propria bocca è importante e necessario, ma non basta.
L’ablazione del tartaro è un trattamento basilare per mantenere un costante stato di salute dell’intero cavo orale.
Per un’efficace azione preventiva, è opportuno sottoporsi a una seduta di igiene orale ogni 6/12 mesi, a seconda delle esigenze specifiche del singolo paziente, per rimuovere in profondità placca, tartaro e batteri nelle zone meno raggiungibili dagli strumenti utilizzati a casa.
Oggi Parliamo di Protesi Fissa (Corone o Capsule)
Le protesi fisse si possono suddividere in corone, che ricoprono esternamente il dente opportunamente modificato (ridotto), oppure ponti, se unisco insieme più corone, che ci permettono di sostituire anche i denti mancanti.
La corona dentale si applica su dei denti naturali compromessi, ristabilendo la funzione e l’estetica, sia della masticazione che del sorriso. Viene utilizzata in caso di: denti rotti, gravemente danneggiati, usurati, devitalizzati (per ridurre il rischio di fratture) e in caso di miglioramento estetico. Le corone dentali fisse possono essere applicate per riabilitare protesicamente denti singoli, multipli o intere arcate.
Le corone dentali e i ponti possono essere realizzati in diversi materiali: possono avere un’intelaiatura in lega metallica o non metallica (zirconio), in quest’ultimo caso, rivestita da materiale estetico di natura ceramica o acrilica, o composito. Tutta questa vasta scelta per rispondere alle singole esigenze fonetiche, estetiche e allergologiche.
La protesi fissa è molto confortevole e consente al paziente di masticare e di parlare in modo del tutto naturale. La realizzazione avviene in poche sedute. Non deve essere rimossa per la pulizia, ma richiede maggiori attenzioni nell’igiene di tutti i giorni e controlli più frequenti dal dentista.
Parodontologia “Piorrea”
La parodontopatia è un’infiammazione del tessuto parodontale, che determina la perdita di attacco del dente verso l’alveolo, e che di conseguenza forma le tasche parodontali. Quando la patologia progredisce, la possibilità di recupero è assai rara e complessa, e tendenzialmente bisogna intervenire con la rigenerazione dell’osso.
Quando si parla di quadro clinico in generale, questo comprende tutti i sintomi ed i segnali della patologia, in questo caso della gengivite. La gravità è data principalmente dall’espansione dell’infiammazione, che tende ad inoltrarsi dalla gengiva verso il legamento parodontale, coinvolgendo il cemento radicolare e l’osso alveolare.
La tipica lesione, come abbiamo già introdotto, prende il nome di “tasca parodontale”, ovvero un’invaginazione che si forma nello spazio che occupa il legamento parodontale, e tutte le altre strutture interessate a sostenere il dente, che vengono aggredite dall’infezione e di conseguenza questa si sostituisce al tessuto infiammato. In questa maniera si forma una sorta di lume virtuale, dove al suo interno si annidano sempre nuovi batteri che prendono il nome di tartaro, ovvero che sono in grado di trarre nutrizione tramite gli essudati infiammatori, che sono a loro volta prodotti dai tessuti lesionati dal processo patologico.
Purtroppo, la difficoltà di igiene in tal spazio è il motivo principale della cronicizzazione di tale disturbo, che rimane per lungo tempo nel paziente e che molto raramente è asintomatica. I sintomi tipici sono la gengivite che si diagnostica tardivamente quando non si effettuano periodicamente controlli dal dentista.
Quando la perdita si estende per oltre la metà della lunghezza di attacco, la sintomatologia comprende: ascessi parodontali, migrazioni dei denti, aumento della mobilità, alitosi. Tendenzialmente la patologia non attacca tutti i denti in maniera uniforme, anche se sono presenti delle forme generalizzate, dove la progressione è molto lenta ed intervallata da manifestazioni particolarmente acute, ed è influenzata dalla suscettibilità di ogni singolo individuo.
Lo sviluppo e l’insorgenza di tale patologia, è dovuta essenzialmente al fatto che nel nostro cavo orale è presente moltissima flora batterica, sia adesa ai denti, ovvero la placca batterica, sia in forma libera. Quando adoperiamo le corrette misure igieniche, sistematicamente ci rivolgiamo dal dentista, ed in presenza di un sistema immunitario corretto, facciamo in modo che questi batteri non siano in grado di provocare alcuna alterazione sul normale stato di salute del nostro cavo orale.
Purtroppo, in seguito alla perdita dell’equilibrio tra i batteri presenti ed il sistema immunitario, sia locale che generale, possono insorgere patologie infiammatorie a carico delle gengive, che con il passare del tempo, possono colpire anche i tessuto sottostanti, dando origine in questa maniera a parodontite a carico dei tessuti che svolgono supporto dei denti.
I denti sono gli unici tessuti del nostro apparato più esposti parzialmente all’ambiente esterno, e come tali hanno una strato superficiale che si presta alla formazione di una biopellicola, ovvero uno strato sottile di batteri, glucidi, proteine ed acqua, che rappresentano un terreno fertile per lo sviluppo di diversi batteri. Tra tute le specie responsabili dell’insorgenza di tale patologia ricordiamo:
1. Porphyromonas Gengivalis
2. Prevotella Intermedia
3. Aggregatibacter actinomycetemcomitans
Le prime due citate, sono quelle che hanno maggiore frequenza nello sviluppo della parodontite giovanile.
Una delle cause principali della parodontopatia, è la presenza di fattori ereditari, molto probabilmente legati alla capacità delle difese immunitarie di ogni singolo individuo ed anche in base alla risposta infiammatoria.